MAXXI De Dominicis
Fino al 7 Novembre il MAXXI, Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo di Roma ospiterà le opere di Gino De Dominicis. L’artista Italiano, uno dei più controversi del panorama Italiano del dopoguerra, è famoso per la sua capacità di astenersi da tutti quegli -ismi, o correnti artistiche, che hanno definito gli ultimi cinquant’anni della storia dell’arte Italiana.
Contemporaneamente pittore, scultore, architetto e filosofo, De Dominicis è riuscito per tutta la sua vita a mantenere attorno a se quell’alone di mistero che ha caratterizzato pochi artisti nel dopoguerra. La sua arte, determinata da contaminazioni feconde tra le varie discipline non manca di toccare profondità filosofiche degne di nota come l’opera presentata nel 1972 alla Biennale di Venezia, intitolata “Seconda soluzione di Immortalità (L’universo è immobile)” nella quale un giovane affetto da sindrome di down sedeva in un angolo davanti ad un cubo invisibile, a una palla di gomma (caduta da due metri) nell’attimo prima del rimbalzo e ad una pietra in attesa di movimento. Un’altra opera dalle profonde implicazioni filosofiche, o forse sarebbe meglio chiamarla evento o installazione, fu il cocktail organizzato nel 1973 a Roma per festeggiare il superamento del secondo principio della termodinamica.
De Dominicis vinse il premio internazionale alla Biennale di Parigi nel 1985 per poi presentare la sua opera più famosa a Grenoble nel 1990 intitolata “Calamita Cosmica”:uno scheletro umano, sdraiato, lungo 24 metri e largo 9 dall’anatomia perfetta, tranne per il naso, sproporzionatamente grande e caratterizzante molta dell’opera di De Dominicis.
Questa e altre opere, per un totale di più di 130, saranno presenti al MAXXI fino al 7 Novembre. L’esposizione vuole raccontare l’ecletticità incategorizzabile dell’artista nel suo progredire produttivo.
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